Investigazioni

Documentare senza esporre il contenuto

Nelle investigazioni la documentazione deve reggere in giudizio e insieme restare riservata. Come ottenere entrambe le cose, e cosa nessuno strumento puo' fare al posto tuo.

Il materiale investigativo ha due requisiti che sembrano tirare in direzioni opposte. Deve essere verificabile da terzi, altrimenti in giudizio non regge. E deve restare riservato, perche' riguarda persone che non hanno acconsentito a nulla. La maggior parte degli strumenti risolve sacrificando il secondo.

Il problema del deposito su piattaforma

La soluzione diffusa per rendere «certificato» un contenuto e' caricarlo su un servizio che lo conserva e ne attesta la data. Funziona, ma comporta una conseguenza che in ambito investigativo pesa: il contenuto finisce su un'infrastruttura di terzi.

Il che significa: un fornitore che detiene materiale su persone fisiche, un responsabile del trattamento in piu' nella catena, una superficie di rischio ulteriore in caso di violazione dei dati, e la scomoda circostanza che qualcuno oltre a te e al committente puo' materialmente vedere cosa hai documentato.

Se per rendere opponibile una prova devi consegnarla a un terzo, hai risolto un problema creandone un altro — e quello nuovo riguarda persone che non ti hanno autorizzato.

Separare cio' che prova dal contenuto

resta sul dispositivo la fotografia, il video, l'audio l'originale della fotocamera le note vocali nessun terzo lo vede. Noi compresi. viene trasmesso arriva al server le impronte crittografiche l'istogramma (foto) o la waveform (audio) il manifest firmato e la marca temporale abbastanza per provare, non per vedere Un istogramma descrive la distribuzione della luce: non consente di ricostruire l'immagine.
Le garanzie viaggiano; il contenuto no. Il video non viene trasmesso affatto: per foto e audio viene trasmessa soltanto una rappresentazione statistica, piu' le impronte.

C'e' un modo di ottenere entrambe le cose, e sta nel distinguere cio' che serve a provare da cio' che si vuole proteggere. Per dimostrare che un file e' integro e anteriore a una certa data non serve possedere il file: bastano la sua impronta crittografica, il manifest firmato e la marca temporale.

Nel modello LOCUS il media resta sul dispositivo, dentro il pacchetto sigillato. Al server, per le fotografie, viene trasmesso l'istogramma — un grafico della distribuzione dei toni, dal quale non e' possibile ricostruire l'immagine. Per l'audio viene trasmessa la forma d'onda. Il video non viene trasmesso affatto.

La conseguenza pratica e' netta: nessun fornitore, noi inclusi, e' in condizione di sapere che cosa hai documentato. Non e' una promessa di riservatezza da rispettare — e' una impossibilita' tecnica.

Che cosa consegni al difensore

Il pacchetto e' autoportante: contiene il media, i metadati, il manifest firmato, le marche temporali e gli strumenti per verificarli. Il difensore, o il consulente della controparte, puo' controllarlo sul proprio computer, offline, senza account e senza passare da noi.

Non e' un dettaglio di comodita'. Significa che la verificabilita' del tuo lavoro non dipende dalla nostra esistenza commerciale ne' dalla nostra disponibilita' a collaborare, e che nessuno registra chi ha verificato cosa e quando. Il percorso e' descritto in come la controparte verifica la tua prova.

Il quadro normativo, e cosa lo strumento non fa

Qui serve la massima chiarezza, perche' e' il punto in cui uno strumento puo' essere frainteso nel modo piu' dannoso.

L'attivita' investigativa privata in Italia si esercita su (IT) licenza ex art. 134 TULPS; le investigazioni difensive hanno una disciplina propria agli (IT) artt. 327-bis e 391-bis c.p.p.; e il trattamento dei dati personali resta soggetto al Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), con i suoi obblighi di base giuridica, minimizzazione, limitazione delle finalita' e conservazione.

Nessuna di queste condizioni e' soddisfatta da un sigillo crittografico. Una prova tecnicamente inattaccabile ma raccolta in violazione di legge resta una prova raccolta in violazione di legge: l'integrita' del file e la liceita' della raccolta sono questioni distinte, e la seconda non si risolve con la matematica.

Cio' che lo strumento fa, e che ha comunque valore sotto il profilo della protezione dei dati, e' ridurre la superficie di esposizione: meno soggetti coinvolti nel trattamento, nessun trasferimento del contenuto a un fornitore, nessuna copia su infrastruttura altrui. E' coerente con il principio di minimizzazione, ma non e' una base giuridica e non sostituisce le valutazioni che competono a te e al titolare del trattamento.

Su audio e riprese: prudenza

La registrazione di conversazioni e la ripresa di persone e luoghi privati sono soggette a limiti stringenti, che variano secondo il contesto, la finalita', la presenza di chi registra alla conversazione e la sede in cui il materiale verra' utilizzato. Sono valutazioni giuridiche che vanno fatte caso per caso, con il difensore — non questioni che un'applicazione possa risolvere o autorizzare.

Il fatto che uno strumento consenta tecnicamente un'acquisizione non dice nulla sulla sua liceita'. Vale la pena ripeterlo, perche' la confusione tra le due cose e' esattamente cio' che trasforma una documentazione utile in un problema.

L'organizzazione del materiale

Un aspetto operativo che pesa piu' di quanto sembri: le acquisizioni si accumulano, e il momento in cui servono e' quello in cui ricostruire quale appartiene a quale incarico e' diventato costoso. Compilare il riferimento della pratica a ogni acquisizione e raggruppare i pacchetti per fascicolo man mano — non a posteriori — e' la differenza tra estrarre in pochi minuti cio' che serve e ricostruire a memoria mesi dopo.

Ricorda infine che il custode del materiale sei tu: se il pacchetto va perso non e' ricostruibile, perche' il contenuto non e' mai stato altrove. La riservatezza ha questo prezzo, ed e' un prezzo che si paga con una copia di backup.

Continua con la catena di custodia e la data di una foto.