Assicurazioni
Come fotografare i danni per l'assicurazione
Casa allagata, auto, merce rovinata: che cosa fotografare, in che ordine e come rendere verificabile la data delle immagini.

Una casa allagata, un'auto colpita dalla grandine, un magazzino con la merce rovinata: in quei momenti è facile scattare in fretta e dimenticare qualche dettaglio. Il perito arriva giorni dopo, e a volte la discussione non parte dal danno ma dalle foto: quando sono state scattate, e se mostrano davvero tutto.
Dopo il sinistro: avviso alla compagnia e contenimento del danno
Dal momento del sinistro due regole del codice civile ti riguardano (IT). L'art. 1913 c.c. chiede di avvisare l'assicuratore, o l'agente autorizzato a concludere il contratto, entro tre giorni da quando il sinistro si è verificato o ne hai avuto notizia; la polizza può prevedere un termine diverso, quindi controlla le condizioni. L'art. 1914 c.c. aggiunge l'obbligo di salvataggio: l'assicurato «deve fare quanto gli è possibile per evitare o diminuire il danno».
Per limitare il danno occorre spesso intervenire prima che arrivi il perito: chiudere l'acqua, spostare i mobili, mettere al riparo i beni recuperabili. Ogni intervento, però, cambia la scena che il perito dovrebbe vedere. Le foto servono a registrare lo stato delle cose prima di toccarle, così puoi intervenire senza perdere la prova.
Se puoi farlo in sicurezza e senza ritardare gli interventi urgenti, fotografa i danni prima di intervenire. Poi documenta anche i lavori eseguiti.
Che cosa fotografare, in che ordine
1. La panoramica. Tutto l'ambiente, da un angolo, poi dall'angolo opposto. Mostra che cosa c'era intorno ed evita il sospetto che il danno sia stato «scelto» inquadrando solo la parte peggiore.
2. Il contesto. La zona danneggiata con un elemento riconoscibile accanto: una finestra, una porta, un mobile. Così chiunque, settimane dopo, capisce dove si trova ciò che vede nel dettaglio.
3. Il dettaglio. Il danno da vicino, a fuoco, senza flash diretto se crea riflessi. Più foto con angoli diversi, non una sola.
4. Il riferimento. Un metro o un oggetto di dimensioni note accanto al danno; per gli apparecchi, la targhetta con modello e matricola; per i beni rovinati, gli scontrini o le fatture accanto all'oggetto. Per un'auto: targa, contachilometri, i quattro lati, poi i singoli danni.
Un breve video da una stanza all'altra, girato camminando lentamente, aiuta a collegare i dettagli agli ambienti in cui si trovano. E se c'è qualcosa che le immagini non dicono (da dove entrava l'acqua, quando te ne sei accorto, chi era presente), registralo subito in una nota a voce: fra un mese lo ricorderesti con meno precisione.
Quando la data delle foto viene contestata
Le foto fatte con la fotocamera del telefono hanno una data, ma è una data scritta dal telefono, che si cambia in pochi secondi dalle impostazioni o con un'app che modifica i metadati. Lo stesso vale per la posizione GPS registrata nel file (i dettagli sono nella guida sui metadati EXIF).
Nella maggior parte dei sinistri nessuno lo contesta. Le cose cambiano quando la pratica si complica: un importo alto, il sospetto di un danno preesistente, un aggravamento emerso in seguito. In questi casi può servire documentare anche la data delle immagini, insieme agli altri elementi della pratica.
Come renderle verificabili
Una foto è più difficile da contestare quando tre cose vengono fissate nel momento dello scatto, non dopo:
- un'impronta del file (un codice calcolato sui suoi byte: se cambia un solo pixel, cambia l'impronta);
- una marca temporale rilasciata da un'autorità terza, che attesta che quell'impronta esisteva in quell'istante;
- la posizione, con la precisione dichiarata dal dispositivo.
È ciò che fa LOCUS: scatti dentro l'app e in pochi secondi la foto viene sigillata con impronte, firma del dispositivo, marche temporali di autorità terze (tra cui una marca qualificata eIDAS di InfoCert su tutto il pacchetto), posizione e indirizzo. Il risultato è un pacchetto che chiunque, compreso il perito della compagnia, può ricontrollare da solo, senza fidarsi né di te né di noi. La procedura è descritta nella guida su come la controparte verifica la tua prova.
Due cose da sapere. La protezione vale per le foto scattate dentro l'app: quelle già nella galleria non si possono sigillare a posteriori con la stessa garanzia, perché non c'è modo di stabilire quando sono state scattate. E per sigillare serve la connessione: in un seminterrato senza segnale, scatta dove c'è campo o risali subito.
La lista da tenere sul telefono
- Sicurezza prima di tutto: non entrare in ambienti allagati con l'impianto elettrico acceso.
- Se è sicuro e non ritarda gli interventi urgenti, fotografa prima di spostare o pulire. Documenta anche gli interventi fatti per limitare il danno.
- Quattro inquadrature per ogni danno: panoramica, contesto, dettaglio, riferimento.
- Un video da una stanza all'altra e una nota a voce con ciò che le foto non dicono.
- Non buttare i beni danneggiati prima di aver sentito la compagnia: il perito potrebbe volerli vedere.
- Avvisa la compagnia nei termini (art. 1913 c.c., salvo un termine diverso in polizza).
- Conserva il pacchetto e fanne una copia di sicurezza separata.
Se fai rilievi per lavoro, la pagina LOCUS per periti assicurativi spiega come si organizza un sopralluogo completo; se amministri un condominio, vedi LOCUS per amministratori di condominio.
Questa guida descrive buone pratiche di documentazione. Non sostituisce le condizioni della tua polizza né un parere legale: se si arriva in giudizio, l'ammissibilità e il peso della prova li valuta il giudice.